sabato 2 dicembre 2017

Stelline - Estrellitas



Proprio quel giorno non ci volevano le stelline. Erano alcune notti che Flavia dormiva male, si sentiva stanca, ma era riuscita a trascinarsi all'ambulatorio per farsi delle analisi del sangue, quelle di routine.
Ogni anno durante le ferie estive donava sangue, poi si sentiva bene, pensando che aveva aiutato qualcuno; dopo qualche giorno non si facevano aspettare i risultati delle analisi emolitiche che il centro donazioni aveva eseguito.
Ogni volta nell'aprire la busta, che le arrivava per posta, era un po' intimorita di trovare qualcosa che non andava, ma quel giorno caldo di fine agosto era troppo distratta, pensando alla sua amica Angela, che non si rese conto che c'era una stellina.
Dopo guardò meglio quell'elenco di dati e vide che il suo colesterolo nel sangue era aumentato.
- A cosa sarà dovuto? Forse mangio troppi formaggi e uova? Si domandò impensierita.
Ma non si preoccupò più di tanto, pensò che la sua nutrizione forse non era del tutto corretta: la carne era da anni che non la toccava, anche il pesce poco perché non piaceva a suo marito, i legumi con parsimonia perché le facevano venire la pancia gonfia, praticamente cucinava solo verdure, riso, patate e pasta integrale.
- Dovrei rilassarmi e introdurre nella mia dieta un po' di tutto, si disse a voce alta come rimproverandosi.
Portò le analisi alla dottoressa la quale le disse che ne doveva fare altre per rilevare le vitamine, ormoni e altre sostanze che nella menopausa o post menopausa scarseggiavano.
Quando le arrivò di nuovo la busta la aprì con ottimismo, invece vide subito le stelline nella vitamina B, D e negli ormoni tiroidei, poi girò la pagina e ne vide altre nella parte dedicata alle urine.
Questa volta dopo lo spavento inziale cercò di convincersi che stava invecchiando bene e che doveva accettare che da quel momento in poi non sempre sarebbe andato tutto nel verso giusto. Le venne in mente un'altra volta Angela la quale era ancora ricoverata all'ospedale di Bologna.
Erano diventate amiche molti anni prima quando entrambe avevano i bambini piccoli. Si erano aiutate nei momenti più difficili, ma da quando l'amica si era trasferita in un altro quartiere riuscivano a vedersi molto meno.
Si ricordava di una loro conversazione a proposito di prevenzione:
- Meglio alcune stelline oggi che l'ospedale domani, diceva Angela a Flavia.
- Forse hai ragione, ma a volte preferisco non sapere niente e vivere felice piuttosto che fasciarmi la testa. Ti ricordi quando a cinquanta tre anni mi sono venute delle mestruazioni anomale e mi hanno diagnosticato un ispessimento della parete dell'utero? Ma poi attraverso una colposcopia hanno visto che non era niente. Non voglio soffrire in anticipo, rispose Flavia.
Angela, nonostante avesse eseguito le indagini mediche di routine per la prevenzione oncologica, non poteva sospettare che da li a poco, avrebbe contratto una malattia. Solo dopo sei mesi di cure chemioterapiche e un'operazione all'intestino i dottori avevano capito che aveva un tumore aggressivo.
Flavia era molto dispiaciuta della sorte dell'amica. Ogni giorno pensava a lei e  avrebbe voluto tanto che guarisse e tornasse a casa presto, ma soprattutto era la notte che si metteva nei suoi panni e soffriva.
A metà novembre Flavia e il marito avevano fissato con degli amici catalani di trascorrere un fine settimana a Vicenza. Partirono da Firenze venerdì alle due e mezza, appena lei uscì dal lavoro. Flavia era contenta ma non del tutto rilassata, perché era preoccupata per Angela e anche un po' per i risultati delle propie analisi, non tanto per l'infezione all'urina quanto per l'alto valore del ormone tiroideo.
Rivedere e poter chiacchierare con la sua amica Monica fu una toccasana per Flavia. Mentre un dei due mariti guidava e l'altro cercava l'autostrada giusta, le due amiche sedute dietro si confidarono, parlando fitto fitto.
- Non preoccuparti per le stelline delle tue analisi, con la menopausa è normale, anch'io soffro di ipotiroidismo. Prendi un cucchiaino di magnesio supremo ogni sera, vedrai che ti rilasserà - cominciò dicendo Monica e poi aggiunse - sicuro che la tua amica supererà questa delicata operazione, anche una nostra conoscente ha subito la stessa operazione e per adesso procede tutto bene.
- Grazie Monica, mi conforti con i tuoi consigli.
L'amica catalana era un po' ingrassata e disse a Flavia che ultimamente non riusciva ad accettare quella nuova figura che vedeva quando si specchiava.
- Hai un viso esotico e una pelle liscia che molte donne ti invidiano. Dobbiamo accettare che il tempo ci cambia, ma che rimane una bellezza diversa, perché questa non si perde mai totalmente. Io cerco di vedermi come una sessantenne carina, forse sono vanitosa, ma mi piaccio più adesso che quando ero ventenne; anche tu ogni volta che ti guardi allo specchio devi sentirti bella, come tra l'altro ti vedono tutti.
Intervenne Victor nella conversazione delle due donne:
- Anche io mi sento carino, guardate come mi sta bene il golf che ho rinnovato oggi, diceva Victor ridendo.
Mentre le due amiche discorrevano il marito di Flavia si rese conte che si erano persi. Erano vicino a Rovigo. Il loro navigatore satellitare non era aggiornato per questo non riconosceva le strade nuove. Fecero diversi giri intorno a Villamarzana per cercare l'imbocco di una superstrada, che li avrebbe portati all'autostrada A31, quella verso Vicenza.
All'inizio scherzavano di quello smarrimento, poi vedendo un'altra volta gli stessi cartelli cominciarono a preoccuparsi.
Erano le otto e mezza e continuavano a girare a vuoto senza riuscire a trovare la strada giusta. Il cellulare del marito si era scaricato totalmente, quindi Flavia prese il suo e impostò di nuovo la ricerca del percorso, ma senza rendersi conto cambiò destinazione e una voce stridente gli fece prendere una strada di campagna.
A quel punto erano le nove passate, si fermarono di fronte a un casolare nella località Pincara.
Flavia si sentiva un po' responsabile di essere andati a finire in quel posto sperduto, parlando, parlando con l'amica si era disinteressata della strada, per questo passò davanti e Victor, si spostò nel sedile di dietro.
Ero buio, buio e la nebbia cominciava a diventare più fitta.
- Mi sa che dovremo chiamare l'albergo di Vicenza e avvisare che arriveremo più tardi, disse Flavia al marito.
- Ma cosa dici? Calma. Bisogna trovare un cartello che indichi la autostrada A31, disse lui leggermente innervosito.
Monica si era addormentata e Victor silenzioso faceva finta di dormire per non intervenire nei batti e becco della coppia. Quando la tensione tra marito e moglie era cominciata a farsi sentire, lui vide un cartello che indicava la nuova autostrada e prese con sollievo la direzione giusta.
Sembrava una scena di un film di fantascienza, le corsie erano vuote, la loro macchina correva da sola nella notte. Arrivarono a Vicenza alle 22.15.
La gentile ragazza della reception disse loro che la cucina dell'hotel ormai era chiusa e che dovevano sbrigarsi se volevano cenare, dato che quella delle trattorie vicine chiudeva da li a poco. Fecero in fretta nel lasciare le valige nelle camere e andarono subito in un ristorantino di fronte all'albergo.
Fu una cena speciale, tra i primi a base di pasta e polenta e i secondi di baccalà, parlarono della loro avventura per le strade buie della Pianura Padana e ricordarono aneddoti su litigi e discussione tra  mariti e mogli quando le cose non andavano per il verso giusto.
- Adesso quei due litigheranno di brutto, pensavo in macchina mentre ero seduto dietro, invece siete stati bravi, non vi siete dette cose  da cui pentirsi dopo, disse Victor.
A mezzanotte brindarono con una coppa di prosecco i sessanta anni di Monica; alla fine della cena il padrone si avvicinò al loro tavolo e parlarono con lui delle autonomie catalana e veneta, temi di attualità in quelle ultime settimane.
- È stato bello scoprire insieme a Monica e Victor la città e i bellissimi edifici palladiani, bisogna coltivare l'amicizia, perché non solo ci divertiamo insieme, ma  anche ci aiutiamo, pensò Flavia, quando la domenica sera lasciarono i loro amici all'aeroporto di Bologna
La settimana dopo Flavia ricevette un messaggio della figlia di Angela, la quale le diceva che quattro giorni prima la madre aveva subito un intervento chirurgico d'urgenza, piccolo ma risolutivo per il suo intestino e che sarebbe ritornata a casa presto.
Flavia ne fu molto felice e pensò alla  notte in cui si erano persi nella Pianura Padana, mentre loro giravano per le strade nebbiose,  anche Angela era smarrita sotto l'effetto dell'anestesia; per fortuna alla fine tutti avevano ritrovato la strada giusta.



Estrellitas

Justo ese día hubiera sido mejor que no hubieran salido estrellas. Hacía algunas noches que Flavia dormía mal, se sentía cansada, pero había logrado decidirse a ir hasta la clínica para hacerse análisis.
Cada año, durante las vacaciones de verano iba a dar sangre, entonces se sentía mejor, pensando que había ayudado a alguien; al cabo de unos días le llegaban los resultados de los análisis hemolíticos que el centro donaciones le había realizado.
Siempre al abrir el sobre, que le llegaba por correo, estaba un poco nerviosa pues tenía miedo de encontrar algo que no iba bien, sin embargo aquel día caluroso de finales de agosto estaba demasiado distraída, pensando en su amiga Angela, para darse cuenta de que había una estrella.
Luego miró mejor la lista y vio que el valor del colesterol en la sangre era bastante alto.
-¿De qué dependerá? ¿Tal vez coma demasiados quesos y huevos? Se preguntó con un poco de inquietud.
En realidad el asunto en seguida dejó de molestarle, dándole la culpa no a la comida que tomaba sino a la que no tomaba: hacía años que no tragaba carne, tampoco guisaba mucho pescado, ya que no le gustaba a su marido, legumbres muy poco porque le hinchaban el vientre, prácticamente solo comía verduras, arroz, patatas y pasta integral.
- Debería relajarme e introducir un poco de todo en mi alimentación, dijo en voz alta  reprochándose a sí misma.
Llevó los análisis a la doctora de cabecera, quien le dijo que tenía que hacer algunos más para detectar vitaminas, hormonas y otras sustancias que durante la menopausia o después de la menopausia solían disminuir.
Cuando le llegó de nuevo el sobre lo rasgó con optimismo, sin embargo de inmediato vio estrellitas en la columna de la vitamina B, D, y en la de las hormonas tiroideas; a continuación, pasó la página y vio otros asteriscos en la sección dedicada a la orina.
Esta vez, después del susto inicial, trató de convencerse a sí misma de que estaba haciendo lo posible para envejecer bien y que tenía que aceptar que a partir de ese momento sus condiciones de salud no iban a ser buenas siempre. Siguió pensando en Angela, quien todavía estaba hospitalizada en Bologna.
Se habían hecho amigas muchos años atrás, cuando ambas tenían niños pequeños. Solían ayudarse mutuamente en los momentos más difíciles, pero desde que Angela se había mudado a otro barrio, se veían mucho menos.
Flavia recordó que había hablado con ella sobre la prevención:
- Mejor algunas estrellas hoy que el hospital mañana, le dijo Angela.
- Tal vez tengas razón, pero a veces prefiero no saber nada y vivir feliz en lugar de angustiarme. ¿Recuerdas cuando tuve una menstruación anormal a los cincuenta y pico y me diagnosticaron un engrosamiento de la pared del útero? Pero luego, a través de una colposcopia, vieron que no tenía nada. No quiero sufrir de antemano, respondió Flavia.
Angela cada dos años se hacía análisis clínicos para la prevención del cáncer, por eso en aquel entonces no podía sospechar que iba a contraer la enfermedad. Solo después de seis meses de quimioterapia y de una operación intestinal, los médicos se dieron cuenta de que su tumor era agresivo.
Flavia estaba muy apenada por lo de su amiga. Todos los días pensaba en ella y deseaba con todas sus fuerzas que se recuperara y volviera pronto a casa, pero sobre todo de noche se ponía en su lugar y no dejaba de sufrir.
A mediados de noviembre, Flavia y su esposo habían quedado con unos amigos catalanes para pasar juntos un fin de semana en Vicenza. Salieron de Florencia el viernes a las dos y media, directamente del trabajo. Flavia estaba contenta, pero no relajada del todo, pues seguía preocupada por Angela e por sus análisis, sobre todo por el valor alto de la hormona tiroidea.
Volver a ver y poder conversar con su amiga Mónica fue una panacea para Flavia. Mientras uno de los dos esposos conducía y el otro intentaba ubicarse, las dos amigas se pusieron a charlar de sus cosas.
- No te preocupes por las estrellas de tu análisis, con la menopausia es normal, yo también sufro de hipotiroidismo. Toma una cucharadita de magnesio todas las noches, verás que te va a relajar y tu metabolismo mejorará - comenzó diciendo Mónica y luego añadió – seguro de que tu amiga Angela va a superar esta delicada operación, hace unos meses operaron a un conocido nuestro de una cosa parecida y ahora está la mar de bien.
- Gracias Mónica, siempre me animas.
La amiga catalana había engordado un poquito y le dijo a Flavia que últimamente no podía aceptar su nueva figura cuando se miraba al espejo.
- Tu cara es exótica y tu piel suave, cosa que muchas mujeres te envidian. Todas deberíamos aceptar que el tiempo nos cambia, pero que la belleza sigue perdurando, aunque diferente, porque nunca se pierde por completo. Tal vez yo sea un poco presumida, pues intento verme a mí misma como una mujer atractiva de mediana edad, mira lo que te digo, a veces me gusto más ahora que cuando tenía veinte años - le dijo riendo Flavia a su amiga y luego añadió - tú, cada vez que te mires al espejo, siempre sin gafas, tienes que sentirte hermosa, como todos los demás te ven.
Víctor intervino en la conversación de las dos mujeres:
- Incluso yo me siento guapo, mirad lo bien que me queda este jersey que estrené ayer, dijo Víctor terminando la frase con una carcajada
Mientras la tertulia sobre el envejecimiento seguía, el esposo de Flavia dejó en claro que estaban perdidos. Estaban cerca de Rovigo. Su navegador satelital no estaba actualizado y no reconocía las nuevas carreteras de la zona. Hicieron varias vueltas alrededor de Villamarzana para buscar la entrada de la autovía que llevaba a la autopista A31.
Al principio se lo tomaron en broma, luego viendo dos veces los mismos carteles comenzaron a desconcertarse.
Eran las ocho y pico y seguían sin dar con la carretera correcta. El móvil del marido se descargó por completo, por lo tanto Flavia usó el suyo para la búsqueda de la ruta, sin embargo sin darse cuenta cambió el destino y una voz chillona les hizo tomar un camino rural.
Eran más de las nueve cuando se detuvieron frente a una granja en Pincara.
Flavia se sentía un poco responsable por haber ido a parar a aquel lugar desierto; hablando, hablando con su amiga se había distraído, por eso pasó al asiento de delante y Víctor se movió hacia el asiento trasero.
La oscuridad y la niebla cada vez se hacían más espesas.
- Creo que tendremos que llamar al hotel para hacerles saber que llegaremos más tarde, le dijo Flavia a su esposo.
- ¿Pero qué dices? Calma. Sólo tenemos que encontrar un letrero que indique la autopista A31, le contestó un poco nervioso.
Mónica se había dormido, Víctor se quedó callado y fingió dormir para no intervenir en la discusión de la pareja. Cuando la tensión entre los dos iba creciendo, de golpe el marido vio un letrero que indicaba la nueva autovía y tomó aliviado la dirección correcta.
Parecía una escena de una película de ciencia ficción, los carriles estaban vacíos, era el único coche que corría solo a través de la noche. Llegaron a Vicenza a las diez y cuarto
La empleada de la recepción les dijo que la cocina del hotel estaba cerrada y que si querían comer algo tenían que que darse prisa, pues los restaurantes de la zona también estaban a punto de cerrar. Llevaron las maletas a las habitaciones e inmediatamente se fueron a una trattoria frente al hotel.
Era un restaurante sencillo pero acogedor, las pocos comensales que había ya estaban terminando. Ellos se sentaron en una mesa del fondo; mientras de gustaban los platos de pasta y polenta y el sabroso bacalao a la vicentina hablaron de su aventura por las carreteras laberínticas de la Pianura Padana y cada dos por tres se echaban a reír contándose anécdotas de las disputas y discusiones que habían tenido ambas pareja durante sus viajes en coche.
- Ahora esos dos se pelearán, pensé mientras estaba sentado detrás, sin embargo no os dijisteis nada de lo que luego os pudierais arrepentir, dijo Víctor.
A medianoche brindaron con una copa de cava para celebrar los sesenta años que cumplía Mónica; durante los postres, el dueño se acercó a su mesa para hablar con ellos, salió en seguida en la conversación el asunto de la autonomía catalana y de la veneciana, temas de actualidad en las últimas semanas
- Ha sido agradable descubrir con Monica y Victor la ciudad y los magníficos edificios de Palladio, hay que cultivar la amistad, porque no sólo nos hemos divertido juntos, sino que también nos hemos ayudados, pensó Flavia, cuando la noche del domingo  despidieron a sus amigos en el aeropuerto de Bologna.
La semana siguiente Flavia recibió un mensaje de la hija de Angela, que decía que hacía cuatro días que  habían operado de nuevo a su madre, que la operación había ido bien y que iba a volver pronto a casa.
Flavia estaba contenta y pensó en la noche en que se perdieron por la Pianura Padana, mientras ellos vagaban a través de los bancos de niebla, Angela también se estaba perdiendo bajo el efecto de la anestesia; afortunadamente al final todos ellos encontraron de nuevo el camino.